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Acerrae
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mweamweqAcerrae fu una mwegfortezza della mwewGallia Cisalpina, appartenente ai mwfaCelti mwfqinsubri e posta sulla riva del fiume mwfgAdda lungo la strada che collegava mwfwCremona con mwgamwgqLaus Pompeia (mwggLodi Vecchio), presso l'odierna mwgwPizzighettone (mwhaCremona) o mwhqMeleti nella zona mwhgSanta Giulitta-Cascinazza- Montegiusto.
Contents
• Storia
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Storia
Non è nota l'epoca della fondazione di mwigAcerrae. Alcune ricostruzioni sostengono - pur senza comprovanti motivazioni - la sua discendenza da un precedente insediamento di origine mwiwetrusca. È certo, tuttavia, che nel mwjaIII secolo a.C. esistesse una fortezza di nome mwjqAcerrae appartenente ai mwjgCelti mwjwinsubri e posta non lontano dalla foce dell'mwkaAdda nel mwkqPo. La sua importanza tattica e strategica era presumibilmente determinata dalla vicinanza con questi due fiumi - e con le paludi che essi formavano - nonché dalla prossimità con il territorio dei mwkgCelti mwkwCenomani - che occupavano le terre ad Oriente dell'Oglio e che erano tradizionalmente "rivali" degli Insubri - e dal probabile passaggio néi suoi pressi della cosiddetta mwlaVia mwlqGallica, un tracciato viario che collegava l'attuale mwlgLombardia occidentale con quella orientale superando il corso dell'Adda.
Nel mwma223 a.C. un'armata romana, comandata dal console mwmqGaio Flaminio Nepote varcò il mwmgPo per invadere il territorio mwmwinsubre. Ma le operazioni intraprese fra l'mwnaAdda ed il corso del mwnqPo furono disturbate da incursioni degli mwngInsubri: le truppe romane furono costrette a rivalicare il mwnwPo ed a proseguire la campagna nella mwoaLombardia orientale. Probabilmente, la base d'appoggio da cui furono condotte le azioni di disturbo celtiche era proprio la piazzaforte di mwoqAcerrae. Benché la campagna di mwogFlaminio si fosse poi conclusa positivamente, dopo aver inflitto agli Insubri una sconfitta tra i fiumi mwowChiese ed mwpaOglio, per mwpqRoma rimase aperta la "questione" di mwpgAcerrae. L'anno successivo, il mwpw222, una nuova armata al comando dei consoli mwqaMarco Claudio Marcello e mwqqGneo Cornelio Scipione Calvo valicò l'mwqgAdda e si presentò davanti alla città. L'eventuale conquista di mwqwAcerrae avrebbe compromesso la sicurezza dell'intero territorio insubre, aprendo all'esercito mwraromano la strada per la capitale mwrqmwrgMediolanum (mwrwMilano). Così, un forte contingente di mwsaCelti mwsqGesati, alleati con gli mwsgInsubri, si spinse verso il presidio fortificato mwswmwtaClastidium (mwtqCasteggio): questo era stato occupato dalle truppe mwtgromane l'mwtwanno precedente e rappresentava un caposaldo di notevole rilevanza per il controllo del medio corso del mwuaPo e per il mantenimento delle recenti conquiste nella mwuqVal Padana. I capi mwugGalli contavano sul fatto che per soccorrere mwuwmwvaClastidium i due consoli avrebbero tolto l'assedio ad mwvqAcerrae. Costoro, invece, ebbero il coraggio di dividere le proprie forze: mwvgMarcello lasciò le rive dell'mwvwAdda con la cavalleria e parte della fanteria, dirigendosi verso mwwaCasteggio. Qui le truppe del console si scontrarono con le orde galliche e la vittoria arrise ai mwwqRomani. mwwgMarcello riuscì ad uccidere di propria mano il capo mwwwgallico mwxaViridomaro, ottenendo in tal modo il supremo onore delle mwxqmwxgspolia opima. Contemporaneamente, mwxwScipione riuscì ad impadronirsi di mwyaAcerrae, spalancando le "porte" del territorio insubre alle legioni mwyqromane. Le tribù celtiche preferirono allora capitolare ai più forti avversarî, e così l'Insubria passò sotto il controllo di mwygRoma.
Dopo la conquista romana, mwzaAcerrae si trasformò in una mwzqmwzgstatio (stazione di transito) lungo la strada che conduceva da mwzwCremona (colonia mwaaromana fondata nel mwaq218 a.C.) a mwagmwawLaus Pompeia (mwbaLodi Vecchio), dalla quale con tutta probabilità mwbqAcerrae stessa dipendeva. L'insediamento scomparve probabilmente nel periodo tardo-imperiale. Le varie testimonianze pervenute dei secoli seguenti sono semplici citazioni letterarie: apparizioni fuggitive, che non identificano appieno la tipologia dell'insediamento conservatosi sulle sponde dell'Adda.
Testimonianze
La mancanza di rinvenimenti archeologici di contestualizzazione impediscono una precisa definizione dell'ubicazione di mwcaAcerrae. Sono presenti, invece, numerose testimonianze letterarie dell'insediamento ora scomparso: mwcqPolibio, mwcgTito Livio, mwcwStrabone. Si aggiunga la "fondamentale" mwdamwdqTabula Peutingeriana, sulla quale mwdgAcerrae è menzionata. Lo storico lodigiano di inizio Novecento Giovanni Agnelli la identifica invece con la frazione mwdwSanta Giulitta di Meleti, in mweaprovincia di Lodi, dove nel 1887 vennero scoperti non solo reperti preistorici come asce e collane, ma anche un cimitero romano di cospicue dimensioni (con monete dell'età di Costantino) e pietre bruciate (compatibili con la distruzione della città ad opera dei barbari). Ora gli abitanti non si ricordano più il luogo esatto; il fatto che vi esistesse un cimitero indica che il paese era abitato da un buon numero di coloni.
L'eredità di Acerrae
Il territorio di mwfaPizzighettone è segnato storicamente dalla sua rilevanza militare. La piazzaforte gallica di mwfqAcerrae, cedette infatti le sue funzioni, secoli più tardi, a quella medievale e moderna di mwfgPizzighettone.
Collegamenti esterni
• mwggLubicazione delloppidum gallico di Acerrae di Roberto Knobloch, su academia.edu.